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Come viene garantita la resistenza al carico del vento?

L’azione del vento rappresenta la sollecitazione dinamica più critica per l'integrità strutturale di una facciata ventilata. A differenza dei carichi statici verticali, governati dalla forza di gravità, il vento agisce ortogonalmente alla superficie dell'involucro edilizio, alternando cicli di pressione e di forte depressione (suzione).

Per garantire la sicurezza statica dell'opera, il sistema facciata, composto da rivestimento, fissaggi meccanici, sottostruttura e ancoraggi a parete, deve essere dimensionato per trasferire in sicurezza queste sollecitazioni cinematiche alla struttura portante dell'edificio, rispettando i requisiti delle normative vigenti (NTC 2018 e l'Eurocodice 1).

Le azioni del vento sull'involucro: dinamica di pressione e suzione

La determinazione del carico del vento sulla facciata non si limita al calcolo della pressione cinetica di picco, ma richiede un'analisi dettagliata delle geometrie dell'edificio. L'azione del vento si manifesta in due modalità:

  • Pressione positiva: Agisce sulle facciate sopravvento, spingendo il rivestimento verso l'interno dell'edificio.

  • Depressione o suzione (pressione negativa): Si genera sulle facciate sottovento e, con picchi localizzati estremamente violenti, in corrispondenza degli spigoli e dei bordi perimetrali dell'edificio (zone d'angolo). Quest'ultima è la sollecitazione più pericolosa, poiché tende a "strappare" i pannelli di rivestimento e i profili della sottostruttura verso l'esterno.

Criteri di calcolo e modellazione secondo le NTC 2018

Il calcolo delle azioni del vento deve seguire rigorosamente le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018). Il progettista deve determinare la pressione del vento (p) considerando la combinazione di diversi fattori:

p = q_b x c_e x c_p x c_d

Dove q_b è la pressione cinetica di base (funzione della zona geografica e dell'altitudine), c_e è il coefficiente di esposizione (legato all'altezza dell'edificio dal suolo e alla categoria di rugosità del terreno), c_p è il coefficiente di forma o aerodinamico (che differenzia le zone centrali da quelle d'angolo) e c_d è il coefficiente dinamico.

L'uso dei corretti coefficienti c_p per le aree perimetrali è fondamentale per evitare sottostimare l'effetto di suzione sugli spigoli.

Dimensionamento e interasse dei montanti verticali

Una volta determinati i carichi di progetto allo Stato Limite Ultimo (SLU), si procede al dimensionamento dei profili della sottostruttura (generalmente montanti a "T" o a "L" in alluminio).

La resistenza del montante viene verificata a flessione e a instabilità flessionale sotto l'azione della pressione e della depressione. Per limitare la freccia massima ammissibile del profilo (solitamente vincolata a L/200 o L/300 dell'interasse tra i supporti), il progettista definisce l'interasse dei montanti e l'interasse delle staffe di ancoraggio a muro.

Nelle zone d'angolo, dove le pressioni negative sono superiori, l'interasse dei montanti viene fittamente ridotto rispetto alle zone centrali della facciata.

I sistemi di fissaggio della lastra: clip, rivetti e tasselli retro-lastra

Il carico del vento viene trasferito dal pannello di rivestimento esterno ai montanti attraverso i sistemi di fissaggio, che possono essere a vista o a scomparsa. Ogni punto di fissaggio deve essere verificato contro due principali modalità di collasso:

  • Rottura per estrazione (pull-out): La forza di suzione del vento tende a strappare il rivetto o la clip dal profilo di alluminio, o il tassello retro-lastra (tipo Keil o Invisio) dal corpo del pannello.

  • Rottura per flessione o punzonamento della lastra: Il pannello stesso, sollecitato dal vento, subisce concentrazioni di sforzo in corrispondenza dei fori di fissaggio. I produttori di lastre (in gres, fibrocemento o HPL) forniscono i valori di resistenza caratteristica che determinano il numero minimo di fissaggi per metro quadro in base alla pressione di progetto.

Ancoraggio alla struttura portante: la scelta dei tasselli e i test di pull-out

L'ultimo anello della catena statica è l'ancoraggio delle staffe metalliche alla parete di supporto (calcestruzzo, mattone pieno, mattone forato o tamponamento leggero).

La resistenza al carico del vento in questo nodo è garantita dalla corretta selezione dei tasselli (meccanici a espansione o chimici a iniezione debolmente precompressi).

Poiché la qualità e la resistenza meccanica del supporto murario possono variare sensibilmente (soprattutto nei cantieri di ristrutturazione), è ottima pratica professionale eseguire dei test di estrazione in situ (pull-out test) direttamente sulla muratura dell'edificio per validare sperimentalmente la capacità portante del tassello prima di procedere al calcolo definitivo.

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