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Come vengono gestite le dilatazioni termiche della sottostruttura?

Nella progettazione di una facciata ventilata, la sottostruttura metallica (generalmente in alluminio o acciaio inox) funge da elemento di transizione statico tra l'involucro edilizio e il rivestimento esterno. Essendo quest'ultimo esposto a escursioni termiche stagionali e giornaliere estreme, i materiali subiscono variazioni dimensionali geometriche significative.

Ignorare o sottostimare i coefficienti di dilatazione termica lineare in fase di sbozzatura e posa significa condannare l'opera a fessurazioni, distorsioni strutturali e, nei casi peggiori, al collasso dei sistemi di fissaggio.

 

Questo articolo analizza i criteri cinetici e le soluzioni di calcolo per compensare i movimenti termici della sottostruttura.

Il calcolo della dilatazione lineare: i coefficienti dei materiali

Ogni metallo risponde alle variazioni di temperatura (𝚫 T) secondo il proprio coefficiente di dilatazione termica lineare (alpha). L'alluminio, il materiale più utilizzato per le sottostrutture, presenta un coefficiente elevato (alpha approx 23  x 10^-6 \ x K^-1, il che si traduce in un allungamento di circa 2,3 mm per metro lineare su un gradiente termico di 100 °C. Il progettista deve calcolare lo spostamento geometrico complessivo (𝚫 L) utilizzando l'equazione fondamentale:

𝚫 L = L_0  x alpha x 𝚫 T

Questo calcolo permette di dimensionare correttamente i giunti di dilatazione e i punti di tolleranza meccanica lungo l'altezza dell'edificio.

La cinematica dei vincoli: staffe a punto fisso e staffe a punto scorrevole

La strategia cardine per la gestione delle dilatazioni verticali consiste nella differenziazione geometrica dei sistemi di ancoraggio (staffe). Ogni montante verticale deve essere vincolato alla struttura portante mediante:

  • Un solo punto fisso (PF): Solitamente posizionato nella parte superiore o centrale del montante, sopporta il carico statico (peso proprio) e i carichi dinamici (vento), impedendo lo scorrimento verticale ma consentendo la rotazione.

  • Molteplici punti scorrevoli (PS): Distribuiti lungo l'asse del montante, presentano asole verticali allungate. Le viti di fissaggio vengono serrate al centro dell'asola lasciando il gioco necessario affinché il profilo metallico possa allungarsi o accorciarsi liberamente senza trasmettere tensioni parassite all'ancoraggio chimico o meccanico a parete.

Giunti di frazionamento e interruzioni dei montanti

I montanti verticali non possono essere continui per l'intera altezza dell'edificio; devono essere interrotti e frazionati in elementi di lunghezza definita (solitamente non superiore a 3-4 metri). In corrispondenza dell'interruzione tra due montanti consecutivi, deve essere previsto un giunto di dilatazione verticale d'ampiezza calcolata (in genere tra i 10 e i 15 mm). Per garantire la continuità statica alle azioni orizzontali (pressione/depressione del vento), si utilizzano dei manicotti di giunzione interni o spine di allineamento, che uniscono i profili lasciandoli però liberi di scorrere assialmente l'uno rispetto all'altro.

Tolleranze di fissaggio della lastra di rivestimento

Il movimento della sottostruttura non deve ripercersi sul reticolo dei pannelli di finitura esterni (siano essi in gres, fibrocemento, HPL o pietra naturale). Sia nel caso di sistemi di fissaggio a vista (tramite clip o rivetti) sia nei sistemi a scomparsa (muesse o staffe retro-pannello), i componenti di ritegno devono integrare tolleranze dimensionali. Ad esempio, nei sistemi a rivetto su alluminio, i fori sul pannello vengono differenziati in "fori fissi" (pari al diametro del rivetto) e "fori asolati/maggiorati" (di diametro superiore), impiegando apposite boccole di centratura per evitare che il serraggio blocchi il movimento relativo tra lastra e profilo.

Patologie da vincolo cinematico errato: deformazioni e stress meccanici

Cosa accade se il sistema viene bloccato a causa di un errore di posa, come il serraggio errato dei punti scorrevoli? L'impedimento della libera dilatazione termica si trasforma istantaneamente in sollecitazioni meccaniche interne di compressione o trazione (tensioni termiche d'origine cinematica).

Queste forze provocano l'instabilità per carico di punta del montante (inflessione e svergolamento), l'ovalizzazione dei fori, il tranciamento delle viti di connessione e la fessurazione localizzata dei pannelli di rivestimento a causa delle concentrazioni di sforzo sui punti di ancoraggio.

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